georgejefferson and the masterfusion


Vai ai contenuti

aprile

articoli > 2011

Il finanziamento pubblico ai partiti (Aprile 2011)
Fonte:beppegrillo.it



Il finanziamento pubblico è illegittimo se si considera ancora la volontà popolare come base di una democrazia. E' già stato abolito nelI'aprile 1993 con il 90,3% di voti favorevoli. Pochi mesi dopo, nel dicembre del 1993, i partiti, per continuare a vivere alle spalle dei cittadini, estesero una legge esistente sui rimborsi elettorali con 47 milioni di euro dati sia nelle politiche del 1994 che del 1996. I partiti, non soddisfatti, provarono ad aumentare il tetto della rapina elettorale con l'introduzione del 4 per mille ai partiti. Il tentativo ovviamente fallì. Chi darebbe i suoi soldi a Mastella, a Casini o a Veltroni con il suo 740?L'astinenza da euro costrinse i partiti a una legge ad hoc per togliere di mezzo il referendum. I rimborsi, pur cospicui, non bastavano più. Nel 1999 fu reintrodotto senza pudore il finanziamento pubblico per le elezioni politiche, europee e regionali in modiche rate annuali. 193.713.000 euro per ogni legislatura completa per Camera e Senato (i ratei erano interrotti per fine anticipata della legislatura). L'appetito vien mangiando e nel 2002 l’ammontare da erogare, per Camera e Senato viene elevato, senza chiedere alcun permesso ai cittadini contribuenti, da 193.713.000 euro a 468.853.675 euro. Nel 2006, sempre più bulimici, i partiti decidono di darsi il rimborso per i cinque anni di legislatura anche in caso di scioglimento delle Camere. Dalla crisi del governo Prodi del 2008, i partiti percepiscono quindi il doppio dei finanziamenti. Li paghiamo il doppio perché non sono riusciti a portare a termine una legislatura. Meglio di Ali Babà e i 40 ladroni, di Arsenio Lupin e della Banda Bassotti e dei socialisti messi insieme.


2 commenti interessanti

La politica senza soldi pubblici sarebbe una cosa bellissima. Negli USA la politica non può usare soldi pubblici, per questo usa i soldi delle lobbies. Eliminare quindi il finanziamento pubblico ai partiti non risolverebbe il problema, anzi lo aggraverebbe, poichè porterebbe i partiti politici a prendere soldi palesi dai privati e portare avanti gli interessi delle elìte.Ci vorrebbe sia l'abolizione dei finanziamenti pubblici, sia il divieto di ricorrere a finanziamenti privati. Carlo B.

Forse è meglio chiarire una cosa.Il finanziamento dei partiti, ed il costo della politica in genere, è sicuramente una vergogna da un punto di vista etico, e và combattuto, ma è completamente insignificante dal punto di vista dei conti pubblici.Leggo molti commentatori, spesso molto votati, chedenunciano il finanziamento alla politica, come il principale responsabile dei problemi finanziari dell'italia, gente che pensa che con l'abolizione del finanziamento si potrebbero diminuire le tasse o fare chissà cos'altro, ebbene non è così, magari lo fosse.Purtroppo gli ordini di grandezza da prendere in considerazione sono così diversi tra loro da risultare non comparabili.Quanto si potrebbe risparmiare abolendo il finanziamento ai partiti, diminuendo di 2 terzi gli stipendi dei parlamentari, riducendo della metà le auto blù, abolendo le province? ecc ecc...?1 mld.? 2 mld.?, 5 mld.? Ebbene l'italia paga di soli interessi sul debito una cifra intorno agli 80 mld. "ogni anno"!Il gettito fiscale italiano è intorno ai 700 mld!Il PIL italiano è intorno ai 1600 mld!Il debito italiano, rasenta i 1800 mld.Il deficit italiano è stato quest'anno mi sembra del 4,2% del pil quindi intorno ai 70 mld.Queste sono le cifre in gioco, e non si debbono creare illusioni nelle persone, su facili soluzioni.Quindi prima di sparare balle spaziali, per favore pensateci due volte. LUIGI D.




Torna ai contenuti | Torna al menu