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luglio

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10 domande alla S.I.A.E.(Luglio 2011)
Anonimo

1) Perché la SIAE continua a non distinguere
tra proprietà intellettuale e sua remunerazione,
facendo credere che quest'ultima sia obbligatoria
e impedendo all'autore di
scegliere se e come farsi pagare?
2) Perché la SIAE continua a parlare di "furto"
della proprietà intellettuale(cioè lo spacciare per propria
l'opera creata da altri), quando in realtà spesso
si tratta solo di virtuale ed eventuale mancato
incasso delle royalties?
3) Perché la SIAE ritiene che l'immissione
illegale di opere protette da
copyright non possa essere perseguita e
punita dalla magistratura (unico organo
costituzionalmente preposto all'amministrazione
della giustizia),come ogni altro illecito, e
plaude al provvedimento AGCOM che porta
in pratica alla giustizia fai da te?
4) Come si pone la SIAE di fronte agli enti
che offrono connessioni Wi-Fi gratuite, e che
potrebbero così implicitamente contribuire
al download illegale di contenuti?
5) Perché la SIAE ottiene soldi (il cosiddetto
equo compenso) dai supporti di memorizzazione,
indipendentemente dall'uso che ne farà
l'acquirente? Dove sarebbe il servizio specifico
da lei prestato e che dovrebbe essere remunerato ?
6) Perché ci sono molte aziende e servizi
(iTunes, BookRepublic, Sugaman...) che
operano nel settore della cultura e che
riescono tranquillamente a sfruttare
Internet per il proprio lavoro, mentre la SIAE
non sembra riuscirci? E perché
oltretutto tale incapacità dovrebbe essere
fatta pagare agli utenti della rete?
7) Perché nessuno si chiede perché la SIAE
voglia creare una contrapposizione
tra autori e produttori di contenuti e utenti?
8) Perché la SIAE non vuole nemmeno
sentir parlare delle licenze d'uso Creative
Commons, che nelle loro varie versioni danno
al produttore di contenuti la libertà di scegliere
se e come ottenere quella che lui ritiene un'equa
remunerazione per la propria opera tutelando
al tempo stesso la proprietà intellettuale?
9) Perché l'industria italiana della cultura
si arrocca su posizioni di rendita
nate secoli fa, e non si rinnova per creare
contenuto e valore sfruttando le
tecnologie attuali che ampliano enormemente
il mercato ma richiedono uno sforzo
iniziale per adeguarcisi?
10) Perché in Italia c'è un monopolio di fatto
(vedi articolo 180 della legge63/1941) della SIAE,
e gli autori sono sostanzialmente costretti a iscriversi a
SIAE per tutelarsi?







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