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luglio

articoli > 2010

Costruiamo insieme un ideale

L'articolo di luglio e' uno scritto a mio avviso bellissimo trovato in rete firmato Roberto Franzè.esso esprime molto chiaramente l'ideale umano e politico giusto,a mio avviso.ed e' uno spunto di riflessione interessante.

Ora che anche il capitalismo, così come precedentemente il comunismo, ha mostrato il suo vero volto (sistema di potere per controllare i popoli) a mio avviso, abbiamo un vuoto che dobbiamo colmare velocemente, in fondo un ideale anche se sbagliato è un qualcosa che tende ad unire le persone, mentre senza un ideale le società tendono a disgregarsi.
A me piacerebbe che in questo momento i veri valori Cristiani, parlo di quelli insegnati da Gesù nel Vangelo (da non confondere con i valori della chiesa), venissero scelti dai popoli per costruire un nuovo modo di vivere insieme (in parole semplici, cancellare la parola competizione e sostituirla con collaborazione).
Ma ragionevolmente ritengo che, se quello appena indicato possa essere visto come un punto di arrivo, in questo momento abbiamo bisogno di un ideale che sia più simile al modo di vivere al quale ci siamo uniformati nei decenni passati.
Quindi mi cimenterò in una impresa utopica, riscrivere un’idea che fonda i valori cristiani, il capitalismo ed il socialismo per costruire un ideale che possa essere accettato dalla maggior parte delle persone.
Potrà sembrare superbia ma non lo è, è solo la consapevolezza che gli ideali al quale fino ad oggi abbiamo creduto, non sono stati scritti da uomini che volevano il bene dei popoli, ma da corporazioni religiose, economiche e politiche che desideravano imporre il loro potere.
Ora qualcuno penserà che io debba scrivere un libro di molte pagine, invece penso che un vero ideale debba venire dal cuore e non dal cervello, quindi di seguito troverete quello che ritengo essere il problema e quella che io vedo come una possibile soluzione, esposti in pochi e semplici concetti.
Nelle prime grandi civiltà umane i potenti di turno si impadronivano delle ricchezze prodotte dal popolo, lasciandolo nella miseria; purtroppo in 6000 anni anche se in modi diversi questo è sempre avvenuto.
Fin dai tempi più antichi una elite dominante organizzata, spalleggiata da una minoranza servile del popolo, ha dominato e sfruttato la maggioranza della popolazione.
Ed ancora oggi la nostra civiltà ha questo gravissimo problema da risolvere; ma oggi siamo in grado di avere una cultura storica ed una informazione "libera" (internet) che ci permettono di capire e limitare i mezzi che i potenti usano per sfruttare i popoli anche nelle più moderne democrazie.
L’eccesso di potere e/o ricchezza è la causa maggiore di questa anomalia; il potere produce altro potere, la ricchezza produce altra ricchezza," la ricchezza ed il potere" si alimentano tra loro ed i potenti distorcono le regole a loro vantaggio.
In sostanza solo eliminando l’eccesso di potere e ricchezza, si eviterà la schiavitù del popolo da parte di una minoranza.
Negli antichi imperi e regni i due eccessi si sommavano, in pochi potenti si accentravano le ricchezze, mentre la gran parte del popolo che produceva queste ricchezze era povero.
La rivoluzione francese e quella americana con l'abolizione della monarchia assoluta e la proclamazione della repubblica, ispirarono le rivoluzioni a connotazione borghese che seguirono nell'XIX secolo e diedero inizio ad un nuovo regime in cui la borghesia ed in alcune occasioni anche le masse popolari, si convertirono nella forza politica dominante di una nazione.
Con l’avvento delle repubbliche i potenti ed i ricchi di allora (gli aristocratici ed i banchieri), capirono che la mancanza del potere assoluto doveva essere superata con forme di controllo diverso; e pilotarono le repubbliche affinché si dividessero in due tipi: quelle dove è permesso l’accentramento del potere e, quelle dove è permesso l’accentramento delle ricchezze.
La storia ci insegna come è andata, dittatura comunista e falsa democrazia capitalista, in ambedue i sistemi il problema si è riproposto, una elite dominante organizzata, spalleggiata da una minoranza servile del popolo, domina e sfrutta la maggioranza della popolazione.
Una possibile soluzione è un sistema base di regole per la gestione di uno stato diverso da quelli attuali, io lo chiamerei:
SOCIALDEMOCRAZIA CON POTERE E PROPRIETA’ LIMITATI.
Solo un sistema dove costituzionalmente sia vietato l’accentramento di potere e di ricchezze nelle mani di una minoranza, potrà garantire la libertà di un popolo.
Per quale ragione all’interno di una società organizzata si deve permettere ad una persona di usare le sue capacità per arricchirsi senza limitazioni?
Se non va bene una società senza proprietà privata (comunismo), non va bene nemmeno una società dove la privatizzazione è senza limiti (capitalismo).
Espongo un esempio di un sistema per limitare la ricchezza:
Una persona ha il diritto di possedere denaro e/o beni per un valore di massimo 100 volte la ricchezza media degli individui della nazione più ricca al mondo; nel caso riesca ad accumularne di più, le eccedenze ritornano alla comunità dove la sua ricchezza viene prodotta.
Le persone che vengono condannate per reati che hanno aumentato la loro ricchezza, avranno come pena la riduzione del proprio parametro di moltiplicazione, ed in caso di ricchezze non dichiarate, non ne verrà riconosciuta la proprietà e saranno automaticamente ridistribuite direttamente alla collettività.
Con la ricchezza individuale limitata, le grandi aziende dovranno essere necessariamente proprietà di molti individui, con l’effetto di una equa distribuzione di ricchezza e potere. Per spostare gli investimenti in aree disagiate, si potranno aumentare i parametri di moltiplicazione a chi produce ricchezza in quel luogo.
Una persona onesta non avrebbe nessun problema ad accettare questo, le brave persone non amano arricchirsi impoverendo gli altri. La limitazione del potere ha già aumentato la libertà dei popoli, ma ora è necessaria la limitazione delle ricchezze.
Chi da diritto ad una persona di diventare proprietario, senza limitazioni, delle risorse esistenti che sono invece limitate e prodotte dall’intera collettività ?
Espongo un esempio di un sistema per limitare il potere:
Democrazia rappresentativa in base alle categorie lavoratrici e sociali di appartenenza con rappresentanza proporzionata all’effettivo numero di addetti alla categoria. Es. ragionieri, casalinghe, dottori, studenti, adolescenti ecc..
Prima delle elezioni, ogni cittadino comunica a quale categoria intende appartenere e se intende candidarsi; per candidarsi come politico dovrà depositare mille firme autenticate.
Solo se ogni categoria della nostra società sarà rappresentata si potrà parlare di rappresentatività popolare.
Destra, sinistra, centro, capitalista, comunista, sono solo definizioni inventate dai potenti per dividere i popoli ma non rappresentano nulla nella nostra società.
Stipendi parlamentari proporzionati alla paga degli operai (per esempio x3); non è possibile aumentare gli stipendi ad un parlamentare senza aumentare gli stipendi degli operai. Carica politica ridotta a max 2 legislature.
Contratti del pubblico impiego equiparati all’industria privata, al fine di evitare la formazione di masse privilegiate al servizio del potere costituito.
Fotografia patrimoniale per gli eletti e la loro famiglia, all’inizio ed alla fine dell’incarico.
Nessuna possibilità di legiferare su se stessi od a incrocio con altre istituzioni.
Lo so che sembra difficile poter applicare questo sistema a tutto il mondo, ma penso che non lo sia perchè al 99% degli uomini basterebbe possedere da 1 a 100 volte quello che gli necessita, solo un piccolo 1% ha l’istinto di voler dominare gli altri.
Purtroppo i sistemi attuali permettono a questo 1% di governare il mondo e di rendere schiavi tutti gli altri.
Ricordiamoci che la proprietà privata è una convenzione tra gli uomini, senza che i popoli l'accettino questa non esisterebbe.
Il mondo è in attesa di un nuovo ideale, questa potrebbe essere un' idea di base; i nostri giovani sono confusi, il destino delle nostre società è sempre più oscuro, l’uomo ha bisogno di una speranza, usiamo internet per costruirla e diffonderla.
Quello che scrivo potrà sembrare utopico ma, forse la vera utopia è credere che sarà possibile vivere in un futuro migliore, lasciando che una classe finanziaria ed una politica corrotta scrivano le regole che ci governano.
Spero che questa idea stimoli le persone ha pensare ad un nuovo modo di vivere insieme.


By Roberto Franzè .Posted on 04 April 2009





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